Cenni sulla Resistenza nel Pordenonese

Fondamentale per conoscere i reparti tedeschi che operarono nell’Adriatisches Kustenland è l’opera di Stefano Di Giusto, pubblicata nel 2005 <108. L’autore, nell’introduzione, afferma che il suo libro è nato dalla constatazione che non esistevano precedenti studi sulla struttura militare che i tedeschi utilizzarono nelle regioni dell’Italia nord-orientale da loro occupati. Di Giusto, utilizzando fonti d’archivio relative alla Germania nazista e alla Repubblica Sociale Italiana analizza la presenza e l’evoluzione delle forze armate tedesche e collaborazioniste che operarono nell’Adriatisches Kustenland.
Fra i testi che studiano il periodo della Resistenza nella Destra Tagliamento, ve ne sono alcuni che trattano in particolar modo di come quest’ultima influì sulle società locali. Questi studi, descrivono a vita nelle varie località durante il periodo della guerra di liberazione, soffermandosi su aspetti economici e sociali, e sui problemi causati alla popolazione dalla presenza tedesca, come ad esempio repressioni e deportazioni; i testi di questa categoria chiariscono come la guerra incise su tutti gli aspetti della vita quotidiana di combattenti e civili.
Il primo lavoro, riguardante il pordenonese, che si sofferma su temi sociali è un saggio di Flavio Fabbroni, collaboratore dell’Istituto friulano per la storia del movimento di liberazione, che illustra, estrapolando i dati che riguardano l’odierna provincia di Pordenone, i risultati di una ricerca sulla deportazione dalle province di Udine, Pordenone e Gorizia. L’autore vuole spiegare il meccanismo attraverso il quale, durante il periodo della Resistenza, migliaia di persone sono state deportate in Germania e scoprire quanti furono i deportati e quanti non fecero più ritorno alle loro case, in quanto ritiene che i numeri sono fondamentali per capire il peso sociale delle deportazioni <109. Per introdurre l’argomento principale di questo saggio, l’autore fa delle considerazioni sui campi di sterminio, affermando che non furono frutto della guerra, in quanto nacquero prima, ma essa rappresentò il momento più favorevole per il loro sviluppo <110. Per avvalorare la sua tesi, Fabbroni cita un’opera di Vittorio Emanuele Giuntella, studioso dell’ideologia della deportazione <111. L’autore per spiegare la deportazione dall’odierna provincia di Pordenone, descrive per prima cosa l’apparato repressivo tedesco analizzando le forze che lo componevano <112; inoltre nel testo sono presenti tabelle con il quadro complessivo dei rastrellamenti nella Destra Tagliamento <113. Nella parte finale del testo, per dare l’idea di cosa significò la deportazione sul piano psicologico, è riportata una testimonianza che racconta il trasporto verso il campo di Dachau <114.
Sempre di Fabbroni, è un volume, pubblicato nel 2000, che riguarda la Resistenza nei comuni di: Sacile, Brugnera, Budoia, Caneva, Fontanafredda, Polcenigo <115. Questo libro, pensato per gli studenti delle scuole medie, vuole spiegare il perché delle stragi, dei bombardamenti, del fascismo e della guerra di liberazione. L’autore della presentazione, Salvatore Biasotto, presidente dell’ANPI di Sacile, afferma che questo libro può dare ai giovani spunti di riflessione sulla convivenza, sulla solidarietà e sulla pace <116. Nella premessa, l’autore afferma che per spiegare l’importanza della resistenza per la storia italiana, bisogna riflettere su cosa significarono vent’anni di fascismo sul piano della politica interna e della nostra collocazione internazionale; <117 sul piano interno il fascismo fece le leggi speciali che hanno dato il via al regime totalitario e le leggi per la difesa della razza che hanno introdotto in Italia il razzismo; in politica estera ci fu la conquista dell’Etiopia e l’invasione dell’Albania, e la partecipazione alla guerra civile spagnola in violazione di trattati: tutto questo non poteva che dare un’immagine negativa dell’Italia alle potenze democratiche, l’immagine di un paese aggressore e responsabile con la Germania della guerra.
Secondo Fabbroni, la Resistenza ha avuto il merito di dimostrare che una cosa era il fascismo un’altra il popolo italiano, proponendo valori esattamente contrari a quelli del regime <118. L’8 settembre viene definito da Fabbroni, grande tragedia nazionale; è descritta la situazione che si creò alla notizia dell’armistizio: una grande gioia, perché era giunta la pace e i militari sarebbero tornati dai vari fronti, seguita da inquietudine e paura della popolazione alla notizia dell’arrivo dei tedeschi. <119 Nel testo ci sono testimonianze, di partigiani e parroci, che chiariscono il dramma dei militari italiani, i quali dopo l’armistizio, erano caricati su vagoni e deportati in Germania <120; da queste testimonianze si nota la solidarietà della popolazione nel nascondere i soldati che erano riusciti a sfuggire alla cattura. Fabbroni descrive l’incertezza dei giovani, quando nel febbraio e poi nel luglio 1944, uscirono i richiami alla leva per le classi tra il 1914 e il 1926 e spiega che ci furono vari fattori che indirizzarono i giovani, la situazione sociale, economica, familiare. Alcuni optarono per la scelta collaborazionista perché il distretto militare di Sacile assisteva con denaro le famiglie di chi si arruolava, altri scelsero la lotta clandestina, soprattutto per tradizione familiare. <121
L’autore descrive le forze tedesche, la loro organizzazione e consistenza e i luoghi dove avvenivano interrogatori e torture per estorcere informazioni. <122 Nel Litorale Adriatico, territorio di cui la Destra Tagliamento faceva parte, vi era un comando militare a cui si affiancava la polizia (SS); le SS erano divise in “Polizia segreta di stato” (GESTAPO), Polizia criminale (CRIPO) e il servizio di sicurezza (SD); dipendevano inoltre dalle forze tedesche la Milizia per la Difesa Territoriale (MDT) e il battaglione fascisti friulani. I luoghi più temuti, da coloro che erano arrestati dai nazifascisti, erano il carcere di Pordenone e il centro di repressione di Roveredo in Piano diretto dal tenente tedesco Dornenburg; per farne capire la ferocia l’autore riporta un passo del diario di don Alberto Cimarosti in cui si racconta che il tenente tedesco bruciava le case dei partigiani e di chi simpatizzava per loro. <123
Una parte del testo racconta le attività partigiane dal periodo in cui la Resistenza raggiunse il suo apice, l’estate 1944, fino alla liberazione. Ci sono molte testimonianze di partigiani che raccontano i sabotaggi verso le forze tedesche e le azioni per recuperare materiale bellico. Sono descritte in modo schematico le forze partigiane, come si presentano dopo la ristrutturazione dovuta al grande afflusso di combattenti, spiegando, zona per zona, quali battaglioni operavano e com’erano composti. <124 L’autore descrive molto attentamente i grandi rastrellamenti dell’autunno 1944, raccontando le principali battaglie e le perdite partigiane. <125 Nell’ultima parte del testo è raccontato come, nei giorni immediatamente seguenti al 25 aprile, furono liberate Pordenone e gli altri centri principali della Destra Tagliamento <126.
[NOTE]
108 STEFANO DI GIUSTO, Operationszone Adriatisches Kustenland. Udine, Gorizia, Trieste, Pola, Fiume e Lubiana durante l’occupazione tedesca 1943-1945, IFSML, Udine, 2005
109 FLAVIO FABBRONI, La deportazione dal Friuli occidentale nei campi di sterminio nazisti in Antifascismo e resistenza nel Friuli occidentale, Edizioni della provincia di Pordenone, Pordenone, 1985, p. 215
110 Ivi, p. 215
111 VITTORIO EMANUELE GIUNTELLA, Il nazismo e i lager, Ed. Studium, Roma, 1979
112 Ivi, p. 217
113 Ivi, pp. 218- 219
114 Ivi, p. 222
115 FLAVIO FABBRONI, La Resistenza nei comuni di Brugnera, Budoia, Caneva, Fontanafredda, Polcenigo e Sacile. Strumenti per un’unità didattica, ANPI sezione di Sacile, Sacile, 2000, p. 7
116 Ivi, p. 7
117 Ivi, p. 9
118 Ivi, pp. 9-12
119 Ivi, p. 17
120 Ivi, pp. 18-21
121 Ivi, p. 26
122 Ivi, pp. 47-48
123 Ivi, p. 48
124 Ivi, pp. 48-53
125 Ivi, pp. 81-90
126 Ivi, p. 111
Andrea Bortolin, La storiografia sulla guerra di Liberazione sulla Destra Tagliamento, Tesi di laurea, Università degli Studi di Trieste, 2007