
Resistenza
In questa categoria sono raccolte solamente tre interviste: Raffaella Zottele Visentin (1915-2018), Attilio Antoniazzi (1924-2008), Mario Muzzatti (1926). Come già accaduto in altre circostanze, la prima intervista di questo elenco è solo parzialmente incentrata sulla figura della persona intervistata; un’esperienza che ricorda molto da vicino quella di Giuliana Bettini-Schettini. La signora Zottele, infatti, è stata la moglie di Senio Visentin «Bezzi» (1917-1966), partigiano, collaboratore della missione alleata «Vital» che ha consentito uno scambio di informazioni tra gli Alleati e i partigiani. Per ciò che riguarda quest’ultimo aspetto, è il figlio Fabio Visentin, presente durante l’intervista, a raccontare l’impegno del padre in questa missione: «Era responsabile della “missione Vital” per la zona della Val di Non. Avevano dato alloggio ad un aviatore, inglese mi pare, l’aereo era stato colpito, lui era caduto giù ed è stato portato sopra Molveno in una grotta. So che mio padre era andato nel bellunese a procurarsi una radio trasmittente e l’aveva portata lassù e da lì trasmettevano i messaggi» <73. La presenza del figlio è importante perché aiuta spesso la madre a ricordare alcuni eventi, a riformulare alcuni racconti oppure a correggere ciò che gli sembra scorretto. Importante inoltre rilevare come la signora Zottele rivendichi in un certo senso il suo essere parte dell’avventura partigiana del marito e di averlo aiutato in questa sua attività.
La seconda intervista, invece, raccolta anche questa come le altre due nell’ottobre 2004, è incentrata sui ricordi di Antoniazzi, militante comunista e partigiano, nome di battaglia «Baracca», appartenente alla brigata «Cacciatori della pianura». Uno degli aspetti centrali di questo racconto, che è anche il motivo principale per cui viene intervistato da Delle Donne, è il processo subito per i fatti di Oderzo. L’intervistato infatti viene accusato di aver partecipato alla «strage di Oderzo»; una rappresaglia partigiana contro i fascisti avvenuta al termine della Seconda guerra mondiale, tra la fine di aprile e il maggio 1945. Undici partigiani, tra cui Antoniazzi, vengono imputati dell’uccisione di 126 fascisti, fucilati sulle sponde del Piave <74. Il racconto dell’intervistato fa riferimento anche all’alto numero di udienze, ma anche al trasferimento del processo a Velletri. Durante la tredicesima udienza del processo, Antoniazzi racconta della sua attività partigiana, di quando fu catturato dai fascisti e torturato. L’intervistato sostiene di non aver partecipato alla fucilazione, ma di aver svolto il ruolo di testimone d’accusa, segnalando chi lo aveva catturato e torturato, nel momento in cui entrò in funzione il tribunale partigiano <75. Antoniazzi viene inizialmente condannato all’ergastolo insieme ad altri nove imputati – uno sarà subito assolto per insufficienza di prove – ma, in seguito, verrà assolto con altri partigiani per non aver commesso il fatto <76.
L’ultima intervista di questo ciclo è quella registrata nella casa di Mario Muzzatti. L’intervistato presenta un racconto ricco di particolari legati, per esempio, all’incontro in Lancia con gli operai torinesi che erano stati trasferiti a Bolzano, perché la sede della fabbrica a Torino era stata bombardata nel 1942. In quel momento Muzzatti ricorda l’avvicinamento all’antifascismo, poi il trasferimento in Friuli, l’incontro con i partigiani e l’inizio della collaborazione, insieme al ricordo della liberazione della piazza di Spilimbergo. Come già accaduto in altre circostanze, durante l’intervista interviene anche un’altra persona, anche se solo per pochi minuti: è la moglie di Muzzatti che si trovava accanto, fuori dall’inquadratura fino all’ultima parte della registrazione. La moglie racconta degli anni in cui si sono conosciuti e delle prime case in cui hanno vissuto a Bolzano.
[NOTE]
73 Trascrizione dell’intervista di Giorgio Delle Donne, registrata il 14.10.2004, con Raffella Zottele Visentin e Fabio Visentin.
74 «Potevamo solo accettare la resa incondizionata», in «Corriere dell’Informazione», 19.01.1953, p. 6; P. Campisi, La difesa chiede la scarcerazione degli undici partigiani di Oderzo, in «l’Unità», 13.1.1953, p. 5.
75 I. Montanelli, Le fucilazioni di Oderzo, in «Corriere della Sera», 3.2.1953, p. 4.
76 Dieci condanne all’ergastolo richieste dal procuratore generale, in «Corriere della Sera», 29.4.1953, p. 4.; Dopo 16 ore di camera di consiglio, in «Corriere della Sera», 16.5.1953, p. 5; R. Mariani, 184 anni di carcere inflitti a sette partigiani di Oderzo, in «l’Unità», 17.5.1953, p. 2.
Patrick Urru, Racconti di vita da una terra di confine. Valorizzazione dell’Archivio orale della Biblioteca Provinciale Italiana “Claudia Augusta” di Bolzano: le videointerviste del progetto ‘Verba manent’ (2003-2007), Tesi di dottorato, Università di Trento, Anno accademico 2021-2022