Una sorta di diretta espressione della strategia anticomunista filo-statunitense del blocco occidentale in Europa

La presente tesi dottorale si propone di ricostruire, sulla base di una vasta mole archivistica e di fonti bibliografiche tedesche, italiane e inglesi, il processo di costituzione, l’attività e la struttura dell’ODEUM Roma <1, la base estera dell’Organisation Gehlen in Italia, tra il 1946 e il 1956. In tal senso questa ricerca vuole fare luce su un capitolo tra i meno ricercati della storia dell’Organisation Gehlen, organo, fondato nel 1946, predecessore del Bundesnachrichtendienst (BND), il servizio segreto estero della Repubblica Federale Tedesca (RFT) dal 1956. Nel corso dei seguenti capitoli si tenterà dunque di far emergere non solo le ragioni che hanno portato all’istituzione di una base estera d’intelligence tedesco-federale nella penisola, ma anche di mettere in evidenza l’operato di quest’ultima sotto guida di Johannes Gehlen, ex fisico nucleare poliglotto e fratello maggiore del “padre fondatore” dell’Organisation Gehlen, Reinhard Gehlen. Le attività e la struttura interna dell’ODEUM Roma risentirono profondamente dell’intensificarsi della guerra fredda, a livello nazionale e internazionale, e fungono in tal senso, come si vedrà, da lente focale per l’analisi ravvicinata di una serie di processi di grande interesse storiografico.
Lo studio dell’ODEUM Roma risulta quindi essere intrinsecamente legato a quello della sua “organizzazione madre”, l’Organisation Gehlen. La storia dei primissimi anni del BND è rimasta per molti anni avvolta nel mistero. Tale circostanza è legata tanto alle complesse vicende che hanno contribuito alla nascita dell’Organisation Gehlen, quanto alla sostanziale mancanza, per lungo tempo, di fonti affidabili a riguardo. Soltanto nel corso dell’ultimo trentennio è stato possibile svolgere un’analisi scientifica sulle origini del servizio segreto federale tedesco e sull’operato del suo “padre fondatore”, Reinhard Gehlen.
Importanti studi degli ultimi anni permettono finalmente di distinguere tra mito e realtà nella complessa storia dell’Organisation Gehlen <2. Attraverso le ricerche condotte da parte di una commissione indipendente di storici tedeschi, l’UHK (Unabhängige Historikerkommission zur Erforschung der Geschichte des Bundesnachrichtendienstes 1945-1968), è stato possibile studiare e ricostruire per la prima volta molti aspetti ancora oscuri della storia del BND, avviando e stimolando un fruttuoso dibattito tra storici e opinione pubblica <3. L’indagine scientifica, compiuta sia dalla suddetta commissione, costituita nel 2011 su iniziativa dello stesso BND, sia da altri storici nel corso degli ultimi anni, ha permesso, fra l’altro, di far luce tanto sulle ombre del passato nazista che da sempre hanno gravato sul servizio segreto federale, quanto sui suoi legami con altri servizi d’intelligence stranieri, in particolare con quelli statunitensi.
Nonostante i succitati notevoli progressi nella ricerca storiografica, alcuni capitoli della storia dell’Organisation Gehlen presentano tuttavia ancora non poche difficoltà nella loro ricostruzione. Un racconto distorto e idealizzato della nascita dell’organizzazione ha di fatto costituito per lungo tempo il “mito di fondazione” del BND, fornendo per anni una sorta di “fonte di legittimazione” per la nascita del servizio federale tedesco <4. Una narrazione agiografica e idealizzata del primo decennio della storia del BND ha presentato l’ex ufficiale della Wehrmacht Reinhard Gehlen come eroico “padre fondatore” di un nuovo servizio d’intelligence tedesco anticomunista e democratico, frutto di un amichevole rapporto di reciproca fiducia e collaborazione con i servizi segreti statunitensi <5. Nonostante, come già detto, gli storici dell’Intelligence History abbiano ormai con successo smentito tale narrativa, facendone emergere i punti critici e le incongruenze, è tuttavia fuori questione che Reinhard Gehlen sia riuscito progressivamente ad affermarsi quale indiscusso protagonista dell’intelligence estera della Repubblica Federale Tedesca (RFT). Infatti già a partire dall’aprile 1945, mese in cui l’ex generale della Wehrmacht aveva stabilito i primi contatti con i comandi militari statunitensi, egli, come si vedrà nei seguenti capitoli, non avrebbe mai perso di mira il proprio obiettivo, ovvero quello di porsi, prima o poi, a capo di un nuovo, potente servizio segreto estero della neonata Repubblica Federale. Anche la sua strategia per raggiungere tale traguardo sarebbe rimasta quasi immutata per tutto il periodo, tra il 1946 e il 1956, che avrebbe preceduto l’effettiva nascita del BND. In generale, nepotismo e chiusura totale verso l’esterno avrebbero costituito gli ingredienti principali per la ricetta del “successo” gehleniano.
Come si vedrà nel corso di questa ricerca, la sua tendenza a circondarsi di parenti e persone fidate, inseriti abilmente in posizioni chiave, tanto in un primo tempo nell’Organisation Gehlen, quanto successivamente nel BND, avrebbe non di rado causato a Reinhard Gehlen frizioni con gli “amici e protettori” statunitensi, come anche all’interno della sua stessa organizzazione.
Al centro della politica nepotistica di Reinhard si pone in particolare la presenza di un’importante figura, quella di suo fratello maggiore Johannes/Giovanni Gehlen. La storia di quest’ultimo, capo dell’ODEUM Roma, e il rapporto tra i due fratelli sono tra i capitoli meno studiati della storia iniziale del BND. Ciò sorprende se si considera che tali aspetti risultano cruciali per l’analisi e comprensione sia della generale strategia anticomunista statunitense-tedesca in Italia agli inizi della guerra fredda, sia dell’evoluzione dei rapporti tra l’intelligence italiana e quella tedesca del secondo dopoguerra. Lo storico Christoph Franceschini scrive nel volume sullo “spionaggio tra amici” che Johannes Gehlen sarebbe stato «quell’uomo che come nessun altro avrebbe personificato il servizio d’intelligence tedesco nell’Italia del dopoguerra» <6. Sotto la sua guida l’ODEUM Roma avrebbe infatti evidenziato, come si vedrà nel corso della ricerca, non solo i classici “sintomi della guerra fredda”, ma avrebbe rispecchiato, allo stesso tempo, i problemi intrinseci alla stessa Organisation Gehlen. L’operato di Johannes Gehlen e del suo gruppo sarebbe stato inoltre condizionato inevitabilmente da importanti dinamiche e sviluppi della storia italiana del secondo dopoguerra. Questi tre fattori: la cornice internazionale del progressivo panorama bipolare, la generale evoluzione del servizio gehleniano e, infine, il contesto nazionale italiano postbellico, pongono Johannes Gehlen e l’ODEUM Roma al centro di una serie d’importanti intrecci storici, che saranno affrontati nel corso di quest’analisi.
[…] Lo studio dell’operato di Johannes Gehlen e della sua rete spionistica romana intende far emergere, nei capitoli tre e quattro, alcuni particolari legati alla “guerra di spie” che dilagava in Europa agli inizi della guerra fredda e che vide il coinvolgimento di istituzioni spionistiche statali tedesco-federali, italiane e statunitensi, spesso in contrasto fra loro. In tale contesto, nel paragrafo 3.5., si tenterà anche di fare luce sulla pratica del reintegro, nel mondo dell’intelligence, di individui precedentemente legati ai regimi nazista e fascista, che come si vedrà, riguardò proprio alcuni dei principali collaboratori dell’ODEUM Roma. Un ulteriore elemento che emergerà nella presente ricerca, in particolare nei capitoli quattro e cinque, è quello legato alla febbrile e spesso caotica “corsa verso Bonn”, cioè l’antagonismo e la sfrenata concorrenza che si vennero ad instaurare tra alcuni protagonisti della prima fase dell’intelligence tedesca dell’immediato secondo dopoguerra, primo fra tutti lo stesso Reinhard Gehlen, per accreditarsi successivamente a capo dei nascenti organi di sicurezza statali della RFT a partire dal ’49. In tal senso la storia dell’ODEUM Roma permette di osservare da vicino gli sforzi compiuti dall’Organisation Gehlen per essere riconosciuta come ufficiale nuovo servizio segreto estero della Germania federale. Infine, un aspetto fondamentale che sarà messo in evidenza in questa ricerca sarà l’importante ruolo di Roma come “capitale di spie”, una sorta di crocevia internazionale di persone, ideologie e differenti interessi geopolitici. Essa emergerà quindi come città dei “nuovi inizi” spionistici dopo la guerra, tanto per gli individui quanto per le organizzazioni e le istituzioni nazionali e internazionali. Nello specifico i suddetti elementi d’intreccio tra Italia e Germania saranno articolati seguendo un duplice piano di analisi: quello biografico di Johannes Gehlen, intrinsecamente legato alla nascita dell’ODEUM Roma, e quello strategico-organizzativo, legato agli interessi spionistici dell’Organisation Gehlen. Il capo dell’ODEUM Roma nacque e crebbe infatti nella capitale italiana, ma fu dotato di un forte senso di appartenenza alla patria dei genitori biologici, la Germania. Questo suo carattere binazionale, che si evidenzierà in particolare nella sua vicenda biografica tra anni Venti e Quaranta, gli avrebbe permesso, come si vedrà, di “reinventarsi” da ex fisico nucleare a professionista d’intelligence in Italia alle dipendenze del fratello Reinhard, a partire dal 1946. Dall’altra parte, sul piano organizzativo-strategico, l’Organisation Gehlen, nata in parte anche dietro le personali paure di Reinhard davanti alla crescente minaccia sovietica <8, si sarebbe trasformata nell’arco di poco tempo in una sorta di diretta espressione della strategia anticomunista filo-statunitense del blocco occidentale in Europa, riservando una particolare attenzione proprio all’Italia, come una delle “roccaforti rosse” dell’Europa postbellica. L’importanza dell’Italia nei piani strategici statunitensi-tedeschi emerge infatti anche dal fatto che l’Organisation Gehlen istituisca la propria base estera in Italia a distanza di solo pochi mesi dalla propria nascita.
L’ODEUM Roma si pone, quindi, come è stato fin qui sottolineato, al centro di una serie di intrecci legati alla storia italiana e tedesco-federale della guerra fredda. L’esistenza stessa dell’Organisation Gehlen e della sua base estera a Roma può infatti essere vista come frutto di un insieme di elementi propri dei suddetti contesti nazionali che, a partire dal ’45, avrebbero creato le condizioni necessarie per permettere una “rinascita” dello spionaggio tedesco, in patria e all’estero, in chiave anticomunista nell’ormai mutato panorama della guerra fredda.
[NOTE]
1 «ODEUM» era il nome di copertura usato dalla CIA per l’Organisation Gehlen in generale. Riferimenti al gruppo spionistico sotto guida di Johannes Gehlen a Roma come «ODEUM Rome» si trovano, fra gli altri, nei seguenti documenti: Subject: ODEUM Operational, Specific: Delius Wagner Trip to Italy, 29 marzo 1950, CIA Freedom of Information Act Electronic Reading Room (d’ora in poi: FOIA CIA), Nazi War Crimes Disclosure Act (d’ora in poi: NWCDA), Friede, Willy Heinrich_0004; Curriculum Reinhard Gehlen, 1950, FOIA CIA, NWCDA, Gehlen, Reinhard Vol.1_0043.
2 A tal proposito risultano fondamentali i seguenti testi: M.E. Reese, Reinhard Gehlen. The CIA Connection, George Mason University Press, Fairfax 1990; T. Wolf, Die Anfänge des BND. Gehlens Organisation – Prozess, Legende und Hypothek, in «Vierteljahrshefte für Zeitgeschichte», 2/4, 2016, pp. 1991-227; R.D. Müller, Reinhard Gehlen. Geheimdienstchef im Hintergrund der Bonner Republik, Ch. Links, Berlin 2017.
3 Il lavoro dell’UHK ha prodotto un totale di dodici volumi, fra cui, accanto al già citato testo di Müller, A. Keßelring, Die Organisation Gehlen und die Neuformierung des Militärs in der Bundesrepublik, Ch. Links, Berlin 2017; K.D. Henke, Geheime Dienste. Die politische Inlandsspionage der Organisation Gehlen 1946-1953, Ch. Links, Berlin 2018; J. Dülffer, Geheimdienst in der Krise. Der BND in den 1960er Jahren, Ch. Links, Berlin 2018; W. Krieger, Die Beziehungen des BND zu den westlichen Geheimdiensten 1946-1968, Ch. Links, Berlin 2021. L’elenco delle pubblicazioni è disponibile all’URL: http://www.uhk-bnd.de/?page_id=340 (sito consultato il 1° maggio 2021).
4 T. Wolf, Die Anfänge des BND, cit.
5 Tale narrativa agiografica è espressa soprattutto nelle memorie dello stesso Gehlen, pubblicate nel ’71. R. Gehlen, Der Dienst: Erinnerungen 1942-1971, Deutscher Bücherbund Stuttgart, Hamburg-München 1971 (trad.it.: Memorie di una spia. Un ufficiale del Terzo Reich al servizio della CIA, Odoya, Bologna 2018).
6 E. Schmidt-Eenboom, T. Wegener Friis, C. Franceschini, Spionage unter Freunden: Partnerdienstbeziehungen und Westaufklärung der Organisation Gehlen und des BND, Ch.Links, Berlin 2017, p. 53.
8 È quanto affermato dallo stesso Gehlen nelle sue già citate memorie. R. Gehlen, Der Dienst, cit., p. 113.
Sarah Anna-Maria Lias Ceide, ODEUM Roma. L’Organisation Gehlen in Italia agli inizi della guerra fredda (1946-1956), Tesi di dottorato, Università degli Studi di Napoli “Federico II”, 2022