Sandro Bajini ci invita a prendere la vita con filosofica leggerezza e Marco Innocenti a riflettere allegramente sulla punteggiatura

Può capitare che – mentre visiti una mostra della Grande Guerra che con involontario umorismo nero, visto cosa poi è successo dopo soli pochi anni, è intitolata “A cento anni dalla Vittoria” – ti si pari davanti un amico colto e artista a tutto tondo che ti fa l’omaggio di due deliziosi libretti da cui sprizza Intelligenza, allegrezza e filosofica meditazione sulla vita. L’uno, per l’editore Lepómene di Sanremo, è titolato Manuale Di Depunteggiatura col quale il suo fantasmatico autore, Presenzio Astante, dimostra che “ciò che importa è l’inessenziale” come riassume nella prefazione Marco Innocenti. Le considerazioni surreali ma anche per questo degne di meditazione sulla punteggiatura, espresse anche con eleganti rappresentazioni grafiche e colorate illustrazioni, fanno di questo opuscolo un delizioso e divertente vademecum.

L’altro volumetto di 58 pagine, stampato nell’Ottobre 2018 dalla casa editrice di Sanremo Lo Studiolo, con prefazione di Marco Innocenti, dal titolo Fumata bianca/dopo penosi conciliaboli è una raccolta di nuovissimi epigrammi di un “ancor più leggiadro e disincantato, ancor più pacato e disperato, Sandro Bajini“, noto commediografo e poeta che ancora una volta ci sorprende e ci conquista. Per l’intelligenza e l’ironia che condensa e filosoficamente ci dispensa nei versi limpidi, intelligibili. Basti qui riportarne solo alcuni: “Vivo?/forse sì, forse no: / non posso certo testimoniare / come persona informata dei fatti”.
nemo [Giorgio Loreti], in  neldeliriomaisola Il blog di Chiara Salvini, 29 novembre 2018