Le assisi di Stoccarda possono essere considerate una sorta di turning point della vicenda storica della Socialdemocrazia tedesca

Bad Godesberg. Fonte: mapio.net

In un saggio del 1979 Gian Enrico Rusconi ha lucidamente sostenuto che la Socialdemocrazia tedesca, dopo le due sconfitte elettorali consecutive del 1953 e del 19567, si era trovata davanti a due ipotetiche rotte politiche, così riassumibili: «conservazione della propria integrità ideale e sociale, a rischio di una perenne minorità politica, oppure accesso al governo a prezzo della propria identità e ruolo politico». <2
Ma, data la volontà della stessa di trasformarsi definitivamente in forza di governo, la scelta non poteva che ricadere sulla seconda opzione, realizzata grazie al mutamento dei connotati di ciò che tradizionalmente si chiamava socialismo, adesso concepito come una «combinazione di garantismo sociale e competenza di governo di una società complessa». <3
Per rendere concreta questa svolta, la Spd avviò una discussione programmatica che, entrata nel vivo già nei giorni ancora segnati dallo sconforto post-sconfitta del 15 settembre 1957, sembrò segnare una battuta d’arresto durante l’VIII Congresso nazionale, riunitosi a Stoccarda dal 18 al 23 maggio 1958.
In questa occasione i delegati non approvarono infatti la bozza del Grundsatzprogramm presentata da Eichler, chiedendone la stesura di una seconda versione. Le ragioni di una sostanziale bocciatura andavano ricercate nell’eccessiva lunghezza del programma e nella sua complessità sul piano lessicale: «Non dimentichiamoci», osservò un delegato dalla tribuna congressuale, «che quanto diciamo e quanto scriviamo è destinato ad un palcoscenico di persone che in maggioranza arriva fino alla scuola elementare». <4
Eppure, nonostante un risultato esteriormente negativo, le assisi di Stoccarda, cui presero parte Gaitskell e il chairman del partito Tom Driberg in rappresentanza dei laburisti inglesi, <5 possono essere considerate una sorta di turning point della vicenda storica della Socialdemocrazia tedesca per due ragioni di fondo. Innanzitutto, a livello organizzativo, venne portato a termine un riassetto degli organismi dirigenziali nazionali con la costituzione del Parteipräsidium, <6 un ufficio che si sarebbe dovuto riunire settimanalmente e, per spiegarlo con le parole di Alfred Nau, il responsabile dell’organizzazione della Spd, avrebbe dovuto rendere «la conduzione del partito maggiormente attiva e capace». <7 In secondo luogo, grazie soprattutto agli sforzi di Ollenhauer, che assurse così al ruolo di protagonista nella svolta teorico-politica socialdemocratica, <8 la risoluzione finale di Stoccarda dichiarava che la nuova bozza del programma di base sarebbe dovuta essere pronta entro e non oltre la seconda metà del 1959, così da poterla da poterla approvare in via definitiva nel corso di un congresso straordinario appositamente convocato. Come affermò il massimo dirigente della Spd nel corso della riunione plenaria degli organismi dirigenziali del 7 luglio 1959, “è nell’interesse del partito il varo del documento programmatico al più tardi nel novembre di quest’anno poiché, così facendo, avremo le mani libere per le faccende di carattere strettamente politico alle quali si dovrà infatti dedicare il congresso del prossimo anno in preparazione della campagna elettorale del 1961”. <9
Onde evitare lungaggini in sede di riscrittura, i massimi dirigenti del partito, in coerenza con le ratifiche congressuali, optarono per la formazione di una specifica commissione redazionale composta, oltre che da Ollenhauer ed Eichler, anche da Fritz Sänger, il direttore del servizio stampa della Spd di Amburgo, da Heinrich Braune, il caporedattore dell’«Hamburger Morgenpost», e da Benedikt Kautsky, proprio colui che aveva recitato un ruolo di primo piano nella stesura del programma di base della Spö. Oltre al fatto che proprio quest’ultimo aveva suggerito a Ollenhauer di dar vita ad un gruppo esclusivamente dedicato alla redazione della piattaforma programmatica, una scelta del genere dimostrava l’intenzione della Spd di tener concretamente conto dell’esperienza dei socialisti di Vienna, anche perché questi ultimi, come evidenziato da un appunto privato di Eichler, avevano dato vita ad un programma articolato in sole sedici pagine dal «linguaggio chiaro e conciso come in un testo destinato alla scuola dell’obbligo». <10
Tra il giugno e l’agosto del 1959 la commissione redattrice si impegnò per condensare la prima edizione della bozza progettuale in una seconda versione che, come si è visto, doveva diventare più snella e comprensibile. Nel tentativo di realizzare un’impresa tutt’altro che facile, si affidò a Braune il compito di redigere un preambolo del programma che contenesse anche la Zeitanalyse, concepita a suo tempo da Weisser, da cui sarebbe dovuto emergere con forza una critica «da un lato nei confronti del capitalismo e dall’altro verso il comunismo». <11
Ma non solo. Nel corso di questa fase si fece spazio anche la necessità di un ulteriore chiarimento nei confronti dei contorni ideologici del socialismo democratico: con un colpo quanto mai netto verso il marxismo teorizzato a suo tempo da Karl Kautsky, i redattori decisero di rendere esplicito il richiamo «al pensiero teorico di Bernstein tacendo dell’operato non solo di Marx ed Engels, ma anche di [Ferdinand] Lassalle e [August] Bebel». <12
Dopo la consueta pausa estiva, nella seduta del 3 settembre la presidenza approvò quanto elaborato dal gruppo redazionale che, di conseguenza, divenne a tutti gli effetti la bozza definitiva del Grundsatzprogramm socialdemocratico e convocò il congresso straordinario, dedicato all’ultima ratifica, dal 13 al 15 novembre 1959 a Bad Godesberg, all’epoca una città autonoma sul lungo Reno nei pressi di Bonn. <13
La Socialdemocrazia era giunta ad un punto decisivo della sua vicenda, come lasciava chiaramente trasparire l’editoriale di Eichler sul «Vorwärts» dell’11 settembre: infatti, oltre ad enucleare le modalità redazionali del documento progettuale, il presidente della Programmkommission anticipava delle novità programmatiche importanti quali, ad esempio, i nuovi rapporti con le differenti confessioni religiose, la rinuncia ad ogni riferimento marxista, il riconoscimento dell’economia di mercato così come della proprietà privata, nonché «l’esplicita professione di democrazia del socialismo». <14
Oltre ad una lunghezza minore e ad un vocabolario più comprensibile, che dimostrava come il nuovo documento non fosse più connotato dallo «stile del componimento scientifico» della versione di Stoccarda, <15 la versione presentata a Bad Godesberg, attraverso otto brevi sezioni (I valori fondamentali del socialismo, Le esigenze fondamentali di una società degna dell’uomo, L’ordinamento statale, L’ordinamento economico, L’ordinamento sociale, La vita culturale, La comunità internazionale, La nostra via), conteneva le quattro novità a livello teorico e programmatico che avrebbero caratterizzato la futura impostazione della Socialdemocrazia tedesca.
Una precisazione è però doverosa: lungi dal rappresentare una «rinuncia al socialismo come tale», <16 il programma aveva i connotati di un tentativo concepito per trovare delle risposte adeguate alle situazioni particolari e complesse di una società industriale avanzata come la Germania federale degli anni Cinquanta.
Entrando nella descrizione vera e propria, vi è da dire che, in prima istanza il Godesberger Programm rendeva manifesta la rinuncia a Marx e al socialismo scientifico, che ancora connotavano la prima bozza, <17 in quanto non soltanto non riportava alcun cenno ai principi marxisti, ma giungeva a dichiarare che «la libertà, la giustizia e la solidarietà […] sono i valori fondamentali della volontà socialista». <18
Confrontando questi assunti con quanto emerso nel Congresso di Berlino del 1954, si può intuire come si fosse di fronte ad un’innegabile rottura con il passato. Nelle assise berlinesi lo stesso Eichler non aveva infatti mancato di sottolineare la rilevanza nella tradizione socialdemocratica del socialismo di Marx, visto che puntava a «portare la libertà a tutta l’umanità all’interno di un ordine democratico senza sfruttamento e tirannia». <19 Al contrario, a Bad Godesberg si mise sotto accusa il carattere determinista della visione marxista, perché era da ritenere valido soltanto il principio secondo cui «il socialismo democratico […] non ha la pretesa di annunciare nessuna verità suprema». <20
Proprio il mancato riferimento al marxismo, sempre sul piano teorico, corrispondeva al più evidente tratto di differenza tra la piattaforma del 1959 e quella di Heidelberg del 1925.

Presidium del Congresso SPD di Bad Godesberg. Willi Eichler è seduto all’estrema destra. Fonte: Vorwärts-Verlag

[NOTE]
2 G. E. Rusconi, Bad Godesberg è un modello?, cit., p. 920.
3 Ivi, p. 921.
4 Protokoll der Verhandlungen des Parteitages der Sozialdemokratischen Partei Deutschlands vom 18. bis 23. Mai 1958 in Stuttgart, Neuer Vorwärts-Verlag, Hannover-Bonn, 1958, p. 393.
5 A conferma di ciò, oltre al succitato protocollo congressuale della Spd, si vedano le seguenti missive conservate in UCLA-GP, s. D-Gaitskell, Engagement, b. 44: Lettera di Lilo Milchsack a Hugh Gaitskell del 21 gennaio 1958; Lettera di Erich Ollenhauer a Hugh Gaitskell del 5 febbraio 1958; Lettera di Erich Ollenhauer a Morgan Phillips del 27 marzo 1958.
6 Presidio del partito.
7 Protokoll der Verhandlungen des Parteitages der Sozialdemokratischen Partei Deutschlands vom 18. bis 23. Mai 1958 in Stuttgart, cit., p. 290.
8 Cfr. M. Yasuno, op. cit., pp. 28-30.
9 Cfr. Ivi, p. 42.
10 W. Eichler, Vergleich des Entwurfs eines neuen Grundsatzprogramms der Sozialdemokratischen Partei Deutschlands mit dem neuen Grundsatzprogramm der Sozialdemokratischen Partei Österreichs, in ADSD, nl. Fritz Sänger, segn. c. 55.
11 Lettera di F. Frickhöffer a Carlo Schmid, in ADSD, nl. Carlo Schmid, segn. c. 687.
12 Cfr. M. Yasuno, op. cit., p. 44.
13 Cfr. Kommuniqué über die Sitzung des Parteivorstandes, «Sozialdemokratischer Pressedienst», 4 settembre 1959.
14 W. Eichler, Grundsatzprogramm der SPD, «Vorwärts», 11 settembre 1959.
15 Id., Vergleich des Entwurfs eines neuen Grundsatzprogramm der Sozialdemokratischen Partei Deutschlands mit dem neuen Grudsatzprogramm der Sozialdemokratischen Partei Österreichs, cit.
16 G. E. Rusconi, Presentazione in F. Traldi, Verso Bad Godesberg, cit., p. 10.
17 Cfr. E. Harder, op. cit., p. 152.
18 Grundsatzprogramm der Sozialdemokratischen Partei Deutschlands, beschlossen auf dem ausserordentlichen Parteitag in Bad Godesberg 1959, in D. Dowe, K. Klotzbach (Hg.), op. cit., p. 326.
19 Protokoll der Verhandlungen des Parteitages der Sozialdemokratischen Partei Deutschlands vom 20. bis 24. Juli in Berlin, Neuer Vorwärts Verlag, Bonn, 1954, p. 155.
20 Grundsatzprogramm der Sozialdemokratischen Partei Deutschlands, beschlossen auf dem ausserordentlichen Parteitag in Bad Godesberg 1959, in D. Dowe, K. Klotzbach (Hg.), op. cit., p. 327.

Willi Eichler, giornalista a Göttingen, 1929. Fonte: rheinische-geschichte.lvr.de

Jacopo Perazzoli, L’evoluzione politica, programmatica ed ideale nel socialismo europeo degli anni Cinquanta: i casi del Labour Party inglese, della Socialdemocrazia tedesca e del Partito Socialista Italiano, Tesi di dottorato, Università degli Studi del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro” – Vercelli, 2015